LE MIE PARODIE


LE MIE PARODIE


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O SOLE MIO

ABBA 'E CHELU

SONO UN DISOCCUPATO

PERDERE IL LAVORO

NON HO PIÙ L'ETÀ

Ho scritto diverse parodie per il mondo del lavoro. Tuttavia ho scritto delle parodie anche su altri temi.


O SOLE MIO



O Sole Mio è la canzone italiana più famosa nel mondo, è l'emblema della musica italiana! Da questa classica canzone che possiamo ben definire il marchio di fabbrica della canzone italiana assieme a Nel blu dipinto di blu (volare) di Domenico Modugno e a Nessun Dorma cantata dall'indimenticabile Luciano Pavarotti, nasce la mia parodia, una sorta di "canto della pioggia" per invocare appunto questa manna dal cielo che ci disseta.
Sì, è meraviglioso avere "'na jurnata 'e sole", però nelle stagioni fredde il sole non deve essere il protagonista, non deve farla da padrona, ma purtroppo a causa dell'attività dell'uomo il surriscaldamento globale in atto farà sempre più sentire i suoi effetti, anche facendoci sì godere le giornate di sole, ma soprattutto facendoci morire di sete d'estate e anche d'inverno.






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ABBA 'E CHELU



Abba 'e chelu è la parodia di Domo Mea del gruppo sardo famoso in tutta Italia, i Tazenda, i quali hanno dedicato questo capolavoro al loro frontman Andrea Parodi prematuramente scomparso all'età di 51 anni a causa di un tumore.
Un giorno, pensando alla siccità che ci attanaglia, passano in radio la canzone Domo Mea, che comincia con le parole "Como deo" (Ora io). Allora mi è venuto in mente il Lago Omodeo, nel territorio di Sedilo, Ghilarza e altri comuni. Ecco che allora nasce la mia parodia dedicata alla siccità in Sardegna, nominando l'Omodeo e altri laghi sardi.
È una parodia malinconica, che rimpiange i tempi della neve e del freddo pungente che a causa del surriscaldamento climatico non stiamo più vivendo. Vi lascio il testo e la traduzione in italiano:

ABBA 'E CHELU



Omodeo
Govossai
Taloro
Semus chene abba in rivos

Anticos ammentos de abba
De vrittu, grandine e nie

Ti cherzo donare cust'abba (ses sa vida mea)
E cherzo a nivare (oooooh)
E t'amo, e t'amo, sa campagna mea
E t'amo, e t'amo (oooooh)

Non b'at pius abba in domo mea
Mancu pro nos sapunare

Ponemila s'abba 'e chelu
In su puthu, in su rivu
Ponemila s'abba 'e chelu
In su puthu, in su rivu

Ti cherzo donare cust'abba (ses sa vida mea)
E cherzo a nivare (oooooh)
E t'amo, e t'amo, sa campagna mea
E t'amo, e t'amo (oooooh)

Arcanos ammentos de abba
De vrittu, grandine e nie

Gusana
Rio Posada
Coghinas
Ghetta abba chelu como



TRADUZIONE



Omodeo
Govossai
Taloro
Siamo senza acqua nei fiumi

Antichi ricordi di pioggia
Di freddo, grandine e neve

Ti voglio donare quest'acqua (sei la mia vita)
E voglio che nevichi (oooooh)
E t'amo, e t'amo, la mia campagna
E t'amo, e t'amo (oooooh)

Non c'è più acqua a casa mia
Nemmeno per lavarci

Mettimela l'acqua del cielo
Nel pozzo, nel fiume
Mettimela l'acqua del cielo
Nel pozzo, nel fiume

Ti voglio donare quest'acqua (sei la mia vita)
E voglio che nevichi (oooooh)
E t'amo, e t'amo, la mia campagna
E t'amo, e t'amo (oooooh)

Arcani ricordi di pioggia
Di freddo, grandine e neve

Gusana
Rio Posada
Coghinas
Piovi cielo adesso




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SONO UN DISOCCUPATO



Sono un disoccupato nasce nel periodo del Governo Monti e quando c'era la Fornero come Ministro del Lavoro. Sono loro che fanno "il muso duro" come dice il testo. Il mio è un non arrendermi alle scelte calate dall'alto che vogliono distruggere l'idea di lavoro a tempo indeterminato, e quindi di posto fisso, che vogliono distruggere le famiglie, con padri o madri costretti a vivere separati e in province, regioni o addirittura nazioni diverse, in una lontananza continua alla ricerca di un nuovo posto di lavoro non fisso, come uccelli migratori, lontano dai propri cari. Io rifiuto questa idea di vita, questo nomadismo lavorativo, per questo ho scritto questa parodia, perché voglio continuare a sognare e sperare.






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PERDERE IL LAVORO



Parodia di Perdere l'amore di Massimo Ranieri. Dedicata a tutti gli operai delle fabbriche, industrie e aziende che sono sull'orlo del fallimento, con le vertenze aperte tra governo, sindacati e parti in causa. Una parodia che non fa ridere, ma riflettere parecchio sulle varie situazioni che si vengono a creare.






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NON HO PIÙ L'ETÀ



Chiara allusione a "Non ho l'età" di Gigliola Cinquetti, "Non ho più l'età" l'ho scritta in un momento di sofferenza personale per via del traguardo dei 30 anni che stavo per raggiungere (mancavano dieci giorni al lieto ma allo stesso tempo triste evento). Sì, triste perché molte cose, dall'apprendistato ai Piani di Inserimento Professionali (PIP), dal Servizio Civile ai tirocini, raggiunti i 30 anni non si ha più diritto a fare, sussidi che non si hanno più diritto di ricevere. Ecco allora alle soglie dei 30 anni subentrare la crisi di essere escluso dal mondo del lavoro, una sorta di "esodato junior" che mi ha portato a scrivere questa parodia.






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